Anche le aree interne sono strategiche nel percorso del nostro Paese verso un futuro più sostenibile. È quanto emerge dalla prima edizione del Rapporto “I territori e lo sviluppo sostenibile”, presentato a fine 2020 dall’ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile: uno strumento unico e innovativo che misura se e in che tempi l’Italia e i suoi territori riusciranno a raggiungere i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

“I territori, in ogni loro articolazione istituzionale, svolgono un ruolo essenziale nell’attuazione dell’Agenda 2030, in quanto rappresentano le istanze complessive dei cittadini e sono responsabili dei servizi fondamentali offerti alle loro comunità. Nella ricerca di uno sviluppo sostenibile, le regioni, le città metropolitane, le province, i comuni e le aree interne possono fornire un’infrastruttura di cooperazione per favorire processi decisionali condivisi, mettere a sistema risorse economiche e competenze, incentivare forme di collaborazione”, ha spiegato Pierluigi Stefanini, presidente dell’ASviS.

“Una delle partite fondamentali per l’attuazione dell’Agenda 2030 si gioca a livello territoriale – ha aggiunto Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS. – Senza un coinvolgimento dei diversi territori la trasformazione necessaria per portare il Paese su un sentiero di sviluppo sostenibile rischia di restare astratta e poco coinvolgente, incapace di incidere sui comportamenti concreti della società e del mondo economico. Non a caso, a livello internazionale si dà molta importanza alla “territorializzazione” degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”.

Oltre ai dati statistici, basati su indicatori per regioni e province relativi agli SDGs, il Rapporto offre per la prima volta un focus sulle disuguaglianze territoriali in Italia, con particolare riferimento al Sud e alle aree interne, e presenta le proposte elaborate dall’ASviS alla luce delle linee guida del Piano nazionale di ripresa e resilienza per indirizzare il percorso di ripresa in una logica di sviluppo sostenibile. Tra le priorità è indicata anche l’opportunità di dare continuità anche per il prossimo settennato 2021-2027 alla Strategia nazionale per le aree interne (SNAI), concentrata su 72 aree pilota, per un investimento complessivo pari a due miliardi di euro nel ciclo di programmazione 2014-2020.

Un indirizzo che appare cruciale rispetto all’attuazione di nuovi, necessari, modelli di sviluppo urbano: invertire il processo di urbanizzazione diffusa e indifferenziata si potrà solo rendendo le città compatte, inclusive e resilienti, e contrastando l’abbandono delle aree interne e degli antichi borghi.

Il Rapporto “I territori e lo sviluppo sostenibile” di ASviS è scaricabile a questo link:

 https://asvis.it/rapporto-territori-2020