Francesca Campora

Cosa hanno in comune Franca Valeri e Diego Armando Maradona?

Ognuno di noi, nella propria storia personale, può ricordare anni più o meno felici alla fine dei quali fare un bilancio e scegliere un sentimento: sperare di lasciarsi tutto alle spalle o coltivare il desiderio che tutto resti così…almeno ancora un po’.

Ma quest’anno il ricordo e il bilancio saranno comuni, parteciperemo a un sentire diffuso, un sottofondo ineliminabile che, pur con le dovute differenze, renderà i nostri pensieri più opachi di diverse tonalità.

Nel 2020 la nostra storia personale si è intrecciata come mai prima con la storia di tanti altri, di tutti gli altri…altri anche molto, molto lontani. Fino all’anno scorso. Il 2020 ci ha resi inaspettatamente “noi”. Noi chiusi in casa, a Napoli come a Milano o a Buenos Aires. Noi spaventati, increduli, a tratti arrabbiati, deprivati di tanto, a volte dell’essenziale. Sospesi. Ancora oggi. Nessuno escluso.

Le deviazioni o le troncature nette che il 2020 ha determinato nei nostri percorsi, assumono innumerevoli forme che restano per lo più private, racconti a voce bassa per un gruppo ristretto di ascoltatori. Ma tutti questi racconti, unici, in questo anno ancora impossibile da definire quasi a pensare che non esista parola giusta, continuano a trovare momenti corali, immagini, suoni, accadimenti che in un potente attimo di sintesi, alzano il volume e danno voce unica a un sentire comune ma disseminato.

Cosa hanno quindi in comune Franca Valeri e Diego Armando Maradona? Che la loro scomparsa ci ricorda, contemporaneamente a tutti, un tempo passato ma, soprattutto, precedente. Il prima in cui tutto, visto da qui, ora, era possibile. Un tempo in cui festa era festa e non assembramento. Un tempo che segna la differenza e ribadisce lo stato delle cose.

Ma non solo. Franca Valeri e Diego Armando Maradona, così come tanti altri scomparsi e celebrati quest’anno, ci ricordano che le vite non sono mai perfette. Sono traboccanti, riservate, problematiche, feconde, intense, lievi, corte, lunghissime, difficili, affollate o solitarie, facili, allegre e tristi, pubbliche o private, famose o segrete. Rette o inciampanti. Diverse, mai perfette, eppure tutte necessariamente significative. Da ognuna possiamo o potremmo imparare qualcosa.

Ultimamente mi capita di pensare a prima, prima del 2020 e vado lì per cercare non un tempo passato ma, appunto, un tempo precedente, da cui è ancora possibile attingere, imparare e trovare ispirazione. Per andare oltre. Lascio da parte la nostalgia e mi concentro sull’esempio. Cerco le spinte che mi hanno permesso di cambiare quando è stato necessario farlo, riscopro le risorse che mi hanno fatto valutare con chiarezza le dimensioni dell’ostacolo e mi hanno mossa a cercare nuove direzioni, anche a colpi di piccone.

Su quel tempo precedente possiamo contare. E’ lì, sempre disponibile, pronto a essere consultato e interpretato. Per offrirci spunti, traiettorie, soluzioni, avvertimenti e qualche certezza.

Essenziale avere sguardo e volontà altrettanto disponibili.

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Anche per Fondazione Edoardo Garrone il 2020 è stato un anno complesso e ricco di sfide.

Interi progetti annullati o interrotti, l’urgenza di intercettare nei più giovani bisogni emergenti e di offrire risposte veloci e ugualmente adeguate, l’incertezza di non poter più fare aula assieme ai ragazzi e le mille domande su come poter comunque fare aula assieme ai ragazzi.

Abbiamo mantenuto sguardo e volontà disponibili e abbiamo cercato nella nostra storia, nel tempo precedente, l’ispirazione e le risorse per cambiare e rendere possibili nuove strade.

Alcune immagini dicevamo, sono potenti perché capaci di sintetizzare interi patrimoni di pensieri e azioni. E, di conseguenza, di suscitare pensiero e azione.

Così è per noi il colore giallo del primo logo dell’azienda di Edoardo Garrone, quello di quando anche la nostra storia ebbe inizio. Nella nostra ricerca tra le imprese del tempo precedente, lo abbiamo rincontrato e lo abbiamo riscelto.

A ricordarci di avere a disposizione le risorse per andare avanti.

A ricordarci chi siamo stati, chi siamo e chi potremo essere.