Il green che fa tendenza

Si parla di Generazione Greta nel decimo rapporto GreenItaly, presentato a Roma il 28 ottobre scorso: una nuova generazione di imprenditori che punta sull’economia sostenibile. Lo dimostra il record di investimenti registrato nel 2019, con un valore assoluto di circa 300mila imprese green, il 21,5% del sistema imprenditoriale italiano.
Per l’edizione 2019 Fondazione Symbola e Unioncamere hanno analizzato 300 case history di economia circolare. Dall’agricoltura alla bioedilizia, dal tessile al design. Storie che ci sono familiari, buone pratiche che le imprese nate dai campus ReStartApp e ReStartAlp mettono in campo ogni giorno.
Ne sono un esempio Tularù, Boschi Vivi e Eco Hub design, le imprese di Miguel, Anselma e Chiara. Tre progetti imprenditoriali, tre settori, tre concetti di economia circolare.

Miguel, con la sua azienda agricola Tularù, applica il concetto di economia circolare sia in ambito agronomico sia in ambito sociale.
Riutilizzando gli scarti della produzione agricola e dell’allevamento, come le ossa, gli escrementi e il siero di latte, produce un fertilizzante totalmente biologico e sostenibile sul piano economico e ambientale. Il ThermoCompost, invece, viene prodotto a partire dagli scarti del legname e utilizzato per produrre energia termica e humus per il nutrimento del terreno, così da garantire una migliore qualità del raccolto una maggiore efficienza energetica.
Negli ultimi anni, poi, Tularù ha dato vita a un nuovo progetto di economia circolare: quattro aziende agricole della provincia di Rieti si sono impegnate a recuperare gli scarti di scuole, mense e ristoranti e a compostarli. D’altra parte le attività cittadine acquisteranno le materie prime presso le aziende coinvolte nel progetto.

Anselma, che con Boschi Vivi offre un’alternativa al sistema cimiteriale, applica il concetto di economia circolare rivalutando e salvaguardando le risorse boschive. Grazie a questo progetto il bosco diventa un luogo di commemorazione e assume una valenza nuova, ma anche un valore commerciale. Le quote derivanti dall’“acquisto” degli alberi commemorativi, infatti, vengono re-investite nella manutenzione del bosco e quindi nella tutela del territorio. L’intento della Cooperativa, per i prossimi anni, è quello di ampliare il servizio coinvolgendo le risorse boschive di tutte le regioni Italiane.

EcoHub design, il progetto di Chiara, vuole invece attivare una filiera bosco-legno locale in Valtellina, volta alla realizzazione di unità abitative turistiche del tutto sostenibili. Per raggiungere questo obiettivo EcoHub sta mettendo in rete professionalità, risorse e competenze, formando e coinvolgendo le maestranze valtellinesi. Il risultato è una rete sociale ed economica, che permetterà di valorizzare al meglio il potenziale artigianale e turistico del territorio.

Oggi l’Italia è ai primi posti nella classifica mondiale dei Paesi impegnati nella rivoluzione sostenibile dell’economia. Un risultato, testimonia il rapporto GreenItaly 2019, raggiunto soprattutto grazie all’impegno delle singole aziende e al movimento sociale, ma che è solo un primo passo verso quel cambiamento che ci permetterà di salvare il Pianeta.