Cambiare per crescere

Il saggio dubita spesso e cambia idea”. Lo diceva Akenathon 3400 anni fa e i nostri giovani aspiranti imprenditori lo confermano oggi.
Finiti i tre mesi di campus – ReStartApp 2019 si è concluso il 30 settembre scorso – i loro progetti d’impresa si sono evoluti, hanno intrapreso un cammino diverso da quello iniziale, hanno tracciato nuovi sentieri.
I 9 ragazzi, infatti, si sono affidati all’esperienza di consulenti e docenti, mettendo in gioco la propria idea, pronti a farla crescere, talvolta ripensandola alla base. È questa la strada giusta per diventare i nuovi imprenditori della montagna italiana, ma quali sono stati gli elementi che hanno determinato l’evoluzione dei progetti? C’è stato un fattore o un momento in particolare? Lo abbiamo chiesto a Davide, Simona, Settimio, Livia, Simone e Cecilia.

Davide – Less is more
Placàt, il progetto d’impresa di Davide, ha preso forma gradualmente nelle 9 settimane di campus, ma sono state le ultime due a confermare i cambiamenti che il 29enne bergamasco ha apportato alla propria idea. «Sono riuscito a chiarire l’idea di business alla base della mia impresa – ci spiega – perché funzionasse ho eliminato alcune componenti del progetto concentrandomi sul contatto con la natura. È così che ho tralasciato il recupero di alcuni appartamenti abbandonati per puntare sulla costruzione di case in legno da posizionare sugli alberi all’interno del Parco dell’Alto Sebino».

Simona – Un altro punto di vista
“Fior di mandorlo”, così Simona ha ribattezzato il la propria impresa, che in origine doveva chiamarsi Terra e Sole. «Già nel corso del primo mese di campus il mio progetto ha cambiato rotta – racconta – dopo l’esperienza in azienda a Valli Unite ho consolidato questo cambiamento, che ha poi preso forma dopo la pausa estiva di agosto, durante la quale ho avuto tempo di mettere veramente a fuoco la mia idea». Il progetto iniziale prevedeva infatti la realizzazione di una fattoria didattica dove i più piccoli avrebbero avuto la possibilità di conoscere alcuni prodotti del territorio, tra cui le mandorle. Oggi è proprio il mandorleto a costituire il cuore dell’impresa: grazie anche al confronto con i consulenti la filiera della mandorla è diventata didattica, capovolgendo la visione originale, che è stata arricchita senza perdere la propria natura.

Enrica – Gli strumenti per crescere
«Sono molto soddisfatta della forma che il mio progetto ha preso in questi mesi – afferma Enrica – non vedo l’ora di realizzarlo!». È il caso di dirlo, Sativus è cresciuto. Il progetto si proponeva di creare un polo di eccellenza nella formazione e nella ricerca nel campo della psicologia e della promozione della salute psicofisica; il tutto organizzando attività (eventi, corsi, workshop) attorno al tema del benessere e portando quest’ultimo anche sui sentieri abruzzesi, attraverso incontri di meditazione camminata e percorsi sensoriali. Oggi, grazie agli strumenti offerti dal campus, Enrica ha allargato la sua area d’azione, coinvolgendo più Comuni della zona, radicandosi ancor più profondamente sul territorio, e ha ampliato la sua idea con diversi servizi tutti da scoprire!

Daniele – Ritrovare se stessi
«Ho capito che il mio passato da informatico non doveva essere qualcosa da abbandonare, ma la chiave del mio progetto». Dopo l’esperienza in azienda con Torino Home Sweet Home, Daniele è ripartito da qui, trasformando la sua idea di un tour operator sul Casentino in un’azienda che offrirà servizi singoli e puntuali per supportare dal punto di vista informatico e tecnologico (promo, sito web, gestione social, gestione canali prenotazione, servizi fotografici, servizi video) tutti gli attori del panorama turistico casentinese. Inoltre, nell’arco di 18 mesi Daniele lancerà DESTINATIONCASENTINO.COM. Un portale rivolto soprattutto ai turisti, che troveranno un’offerta completa, con tutte le migliori strutture ricettive e tutte le migliori esperienze da vivere in Casentino.

Settimio – Una vacanza produttiva
L’idea di Settimio non ha cambiato sostanza, ma si è “allargata”, nel vero e proprio senso della parola. «Il mio progetto si è evoluto durante la pausa estiva – riporta l’aspirante imprenditore Salernitano – i consulenti mi hanno consigliato di verificare il potenziale di produttività dell’impresa che volevo avviare. Ho capito che il territorio sul quale mi stavo muovendo era troppo limitato e ho sperimentato nuovi percorsi». Oggi “Cammini Bizantini” vuole offrire ben tre tipologie di itinerari. Una sarà dedicata ai “cammini solidali”: una bella idea, nata dal confronto e dalla collaborazione con i compagni di corso, che si promette di tracciare percorsi che uniscano tutte quelle realtà che hanno una ricaduta sociale sul territorio.

Livia – Un sogno che prende corpo
«Grazie ai consulenti ho costruito un piano d’azione da quello che era solo un sogno – racconta Livia parlando del suo Innmores – Nel mio percorso è stata fondamentale l’esperienza a Casa Vallona. Dopo settimane di studio son tornata nella dimensione che amo, immersa nella natura, ma soprattutto ho capito quali sono i costi e le dinamiche di un’attività come quella che voglio avviare. Sono perfino riuscita a dettagliare i menu della mia cucina». Oggi la nostra giovane aspirante imprenditrice ha le idee chiare su come vuole strutturare l’offerta della sua locanda valdostana.

Simone – Un passo alla volta
«Faccio fatica a ricordare come fosse il mio progetto quando sono arrivato a ReStartApp. TipTopTeam doveva essere una app – rammenta Simone – I consulenti mi hanno fatto notare, però, che non sono (ancora) Jeff Bezos. Ho ridimensionato il mio target, rivolgendomi a una nicchia di interessati. Inizierò lavorando con una piattaforma online, poi, quando sarò pronto, svilupperò un’applicazione». Il progetto del 28enne di Lecco offre agli appassionati la possibilità di scoprire nuovi cammini e nuovi sentieri, con percorsi adatti anche ai disabili, così da accrescere la cultura della montagna in ambito turistico e sportivo.
Obiettivi che restano immutati rispetto all’idea iniziale, ma che oggi sono inquadrati in un progetto preciso e concreto, basato sulla possibilità di fare rete con diversi partner sul territorio nazionale.

Cecilia – Un progetto concreto da raccontare
«ReStartApp mi ha consentito di dare forma e contenuti a quelle che fino a giugno erano solo elucubrazioni e sogni indefiniti – spiega Cecilia- Grazie alla consulenza e alla settimana di esperienza in azienda presso Paysage à Manger, ho veramente capito cosa voglio fare del mio progetto e a chi voglio rivolgermi. Per quest’ultimo aspetto è stato molto importante il lavoro sullo storytelling, che ho declinato su diversi target. L’incoraggiamento e il sostegno dei consulenti, poi, sono stati determinante». Ad oggi “Troppo… Fico!” ha cambiato nome – l’impresa si chiamerà “SenzaSpine” – e ha abbandonato l’idea della gestione di una struttura ricettiva, per concentrarsi sui percorsi escursionistici, con l’appoggio del CAI, e sulla produzione e la trasformazione del fico.

La didattica, la consulenza personalizzata, la settimana di esperienza in azienda e la condivisione con l’aula si confermano una formula vincente nel trasformare un sognatore in un imprenditore in soli tre mesi. Questi progetti e quelli degli altri ragazzi di ReStartApp per i cammini italiani stanno prendendo vita. Quali saranno i tre che si aggiudicheranno il premio di Startup?